Ercole e il cammino dell'eroe (o del Sole?)

Pubblicato il 21 giugno 2026 alle ore 19:53

Le 12 fatiche di Ercole sono una serie di racconti della mitologia greca che parlano di un percorso di espiazione compiuto dall'eroe per redimersi dai crimini di cui si era macchiato. Esse si prestano a diverse interpretazioni e nel corso del tempo diversi sono stati i significati colti per tali allegorie. Recentemente mi è capitato di partecipare a una conferenza in cui si parlava del significato esoterico delle fatiche, un viaggio interiore che ogni uomo dovrebbe compiere per migliorarsi. La menzione del fatto che ogni fatica è associabile a una costellazione, mi ha spinto ad approfondire la ricerca.

Nel nostro presente, quando si parla di Mito, si tende a indicare qualcosa di fantasioso, una favola dei tempi antichi. Spesso la parola Mito assume un valore dispregiativo: guai a chi prende sul serio i fatti o si azzardi a pensare che essi siano realmente accaduti. La parola Mito significa discorso, racconto. Si tratta di un linguaggio simbolico che, attraverso il racconto di esperienze all'apparenza quotidiane, è ideato per trasmettere una conoscenza a chi saprà trascendere le parole che lo compongono. È la vicenda del Maestro che invitando l'allievo a sedersi, andò a prendergli una sedia ma poi la lasciò a metà percorso lasciando che l'allievo se la portasse da solo.

La storia di Ercole comincia con l'ennesima avventura di Zeus tra le lenzuola del letto di una donna mortale. L'infedeltà del Padre degli Dei dell'Olimpo è ricorrente nella Mitologia Greca. Vari sono i figli generati al di fuori del talamo nuziale. Tale "intervento divino" presso giovani fanciulle mortali non è prerogativa di Zeus, è una storia che si ripete anche in altre religioni, che ci sia o meno un tradimento. Esso può essere trovato anche tra le righe della Bibbia. Ma torniamo al nostro Zeus che invaghitosi di Alcmena si tramuta in Anfitrione, suo marito, e seduce la donna in una notte che dura tre giorni. Da questo rapporto nasce Ercole. (Fatto curioso: Anfitrione era figlio di Alceo, a sua volta figlio di Perseo, che era figlio di Zeus. In pratica il Dio dell'Olimpo diede un figlio al nipote di suo figlio)

La Dea Era, moglie di Zeus, sin dall'inizio nutre un odio profondo per Ercole. La sua nascita è il simbolo dell'infedeltà del marito e fa di tutto per liberarsi di lui, ma invano. La forza del semidio deriverebbe dal latte di Era, che convinta con l'inganno allattò il bambino. Questi attaccatosi al suo seno, la morse così forte che il latte schizzò via generando la Via Lattea. Ancora in fasce Ercole strangola due serpenti inviati nella sua culla. Le stesse 12 fatiche sono una conseguenza di questo odio. In età adulta Era fa impazzire Ercole, che non lucido uccide i figli e la moglie. Rinsavito si rende conto del crimine commesso e Teseo lo invita a rivolgersi all'oracolo di Delphi per capire come espiare le sue colpe. Dovrà mettersi al servizio di Euristeo, suo cugino e re di Tirinto, per 12 anni e compiere delle imprese.

Secondo la teologia egizia e fenicia Ercole era identificato con il Sole, un Dio che non aveva mai avuto un principio e la cui forza era rappresentazione della forza di tutti gli dei. Si fa evidente un profondo collegamento, un''analogia, tra le 12 fatiche che l'eroe deve affrontare e i 12 segni zodiacali in cui il Sole si trova a transitare durante l'anno. Tra le righe del Dizionario d'ogni mitologia e antichità ho trovato informazioni in merito alle imprese di Ercole. Nel dare un significato al termine Fatiche (di Ercole) gli autori del dizionario si rifanno all'opera del francese Charles François Dupuis, L'origine di tutti i culti, e al Planisfero Egizio presentato dal gesuita Athanasius Kircher nel secondo volume del suo Oedipus Aegyptiacus (Edipo Egiziano).

Prima di proseguire vorrei fare un piccolo appunto sulla precessione degli equinozi. Nel suo girovagare il nostro pianeta compie tre movimenti importanti: la rotazione su se stesso (che ci da il giorno), la rivoluzione intorno al suo astro (che ci da l'anno solare) e la precessione (che ci da l'anno platonico, circa 25800 anni solari). Quest'ultima è dovuta all'inclinazione dell'asse terrestre e al rigonfiamento dell'equatore rispetto ai poli. L'interazione gravitazionale con il Sole e la Luna fanno si che la Terra si muova come una trottola, oscillando e cambiando le coordinate stellari verso cui punta. Basti pensare che la precessione degli ultimi 2100 anni ha portato la rotazione dell'asse terrestre di 30° alla sua destra: al solstizio d'estate 2100 anni fa il sole si trovava a transitare nella costellazione del Cancro, oggi transita in quella dei Gemelli e in futuro transiterà in quello del Toro e così via.

Che gli antichi egizi avessero conoscenze sulla precessione purtroppo resta un'ipotesi. Avvalorata di certo dallo zodiaco presente nel tempio di Hathor a Dendera (era tolemaica 360 a.c. - 30 a.c.) o dalla disposizione di alcuni templi disposti per puntare su alcune stelle che oggi non si trovano più in quella posizione. Ora per coloro che affermano che non sono stati tramandati scritti, che giustifichino tale conoscenza nell'antico popolo, basti semplicemente ricordare che (come ho riportato in altro articolo) nell'incendio della biblioteca di Alessandria e nei successivi sacchi, andarono perduti libri di inestimabile conoscenza astronomica, matematica e medica. Gli antichi egizi avrebbero potuto possedere conoscenze avanzate in vari campi.

Il planisfero Egizio fornito da Kircher fissa il solstizio d'estate nel segno del Leone, la prima fatica di Ercole, simbolo della sua forza (e della forza del sole al solstizio d'estate). Ucciso il leone di Nemea, l'eroe si ricopre della sua pelle e continua il suo viaggio tra le stelle. Sarebbe troppo lungo riportare adesso ogni singola analogia tra le fatiche e e le costellazioni dello zodiaco. Per approfondimenti rimando al Dizionario citato sopra, che ho avuto il piacere di leggere e trovare così interessante che quanto prima mi fionderò a capofitto sul libro di Dupuis. Riporterò quindi soltanto alcune di esse. Nella terza fatica, Ercole uccide il cinghiale di Erimanto. Associazione con il Segno della Bilancia. Il Sole entra in questa costellazione all'inizio dell'autunno. Passaggio che vede il levarsi della costellazione dell'Orsa Maggiore, conosciuta anche come animale di Erimanto. Nella quinta fatica Ercole deve uccidere gli uccelli stinfalidi sul lago Stinfalio, che sono in numero di tre. L'entrata del Sole nella costellazione del Sagittario è un passaggio fissato dal levarsi dei tre uccelli della Via Lattea: L'Avvoltoio, il Cigno, e l'Aquila trafitta dalla freccia di Ercole. Il Sagittario tra laltro è consacrato a Diana che aveva un tempio a Stinfalo.

Stando a queste associazioni, si può pensare che le 12 fatiche di Ercole altro non sarebbero che un'allegoria per tramandare e/o descrivere i movimenti del Sole sull'Eclittica. La stesura risalirebbe a migliaia di anni fa, quando il sole raggiungeva il solstizio d'estate proprio nella costellazione del Leone. Che tale animale sia stato di importanza astronomica per gli egizi è avvalorato dalla posizione della sfinge, che con il suo corpo leonino punta il suo sguardo al sorgere del sole all'equinozio di primavera, il vero est. Gli studi di alcuni ricercatori daterebbero la costruzione della sfinge nel 10500 a.c. quando per via della precessione l'equinozio di primavera cadeva nella costellazione del Leone.

Ho trovato varie fonti su internet che dettano l'ordine delle fatiche e le associazioni con i segni dello zodiaco. Non tutte coincidono. Ad esempio in alcuni casi l'ultima è la discesa degli inferi e la cattura di Cerbero mentre quella dei pomi sarebbe la penultima. Se si volesse seguire l'allegoria del cammino spirituale, sarebbe corretto. La discesa negli inferi e il ritorno vittorioso da esso è sinonimo di morte e risurrezione, rinascita a nuova vita. Seguendo tuttavia le analogie con le costellazioni di Dupuis, abbiamo che Cerbero è l'undicesima fatica (il sole transita in Gemelli, passaggio segnato dal tramontare del Cane Minore) mentre i pomi sono la dodicesima (il sole transita nel Cancro, al tramontare del centauro e nel momento in cui Ercole declina e si corica verso le zone occidentali).

L'epopea di Ercole termina appunto per un centauro da lui ferito, che inganna la gelosa moglie dell'eroe donandogli una tunica intrisa di veleno. Tale tunica da far indossare al marito garantirà che egli non guardi altra donna. Quando Ercole indossa la tunica essa si attacca alle sue carni e comincia a corroderle. Dato che niente e nessuno può ucciderlo, in preda alla sofferenza Ercole chiede che si allestisca una pira su cui verrà bruciato, ma Zeus impietosito da tali sofferenze lo salva e lo porta con se nell'olimpo.

Concludo con una tabella riassuntiva delle 12 fatiche, a cui è associato il segno zodiacale in cui si trova il Sole nel suo percorso.

Fatica Segno Zodiacale
1. Il leone di Nemea Leone
2. L'idra di Lerna Vergine
3. Il cinghiale di Erimanto Bilancia
4. La cerva di Cerinea Scorpione
5. Gli uccelli di del lago Stinfalo Sagittario
6. Le stalle di Augia Capricorno
7. Il toro di Creta Acquario
8. Le cavalle di Diomede Pesci
9. La cintura di Ippolita Ariete
10. I buoi di Gerione Toro
11. Cerbero Gemelli
12. I pomi d'oro Cancro

 

Grazie per essere arrivati fin qui, spero di non avervi annoiato.
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